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Non possumus?
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2008


 "L'uccisione di un uomo [...] può essere ordinata sia all'esecuzione della giustizia [pena di morte] sia all'appagamento dell'ira [vendetta]. [...] nel primo caso si avrà un atto di virtù, e nel secondo un atto peccaminoso" (Somma teologica, I-II, q. 1, a. 3, ad 3)

La Chiesa moderna ha aggiunto una postilla al pensiero di San Tommaso d’Aquino: uccidere Eluana Englaro è un atto mostruoso.

“Privare dell’idratazione e dell’alimentazione una persona in stato vegetativo significa ammazzarla, è una cosa mostruosa” (cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute)

La Chiesa è insorta e accusa apertamente lo Stato italiano: staccare la spina a Eluana Englaro significa sopprimere una vita umana. Avendo Dio comandato di “non uccidere”, l’eutanasia è un atto contro Dio, quindi un abominio. Evidentemente, la Chiesa si sta preparando a mandare all’Indice i fondamenti della religione cattolica. Perché fior di santi, tanto insigni da essere considerati “Padri della Chiesa”, hanno sostenuto per secoli proprio la possibilità di sopprimere vite umane. Non solo. Proprio la Chiesa ha approfittato per secoli di questa teoria, considerata “mostruosa” agli occhi della fede attuale, non solo giustificando, ma auspicando, finanziando, benedicendo, pretendendo stragi, esecuzioni capitali, genocidi e pulizie etniche fino ai giorni nostri (il cardinal Stepinac è stato dichiarato santo da Giovanni Paolo II solo dieci anni fa). Come possano essere considerati “santi”, cioè “eroici” nell’esercizio delle virtù cristiane, certi “mostruosi” assassini, diventa a questo punto problematico: accanto ai “teorici” della liceità della soppressione della vita umana, ci sono schiere di eroi dell’olimpo cristiano che si sono personalmente macchiati di reati abominevoli, nonostante l'esempio e i miti consigli del poverello di Assisi.

Mentre la Chiesa di oggi si scandalizza per l’eutanasia, Sant’Agostino teorizzava la guerra giusta, San Tommaso la pena di morte, San Bernardo di Chiaravalle le campagne note come Crociate in nome della liceità del “malicidio”, San Pio V la santa Inquisizione. In compagnia di una ridda di sadici paranoici, tuttora venerati come insigni modelli cristiani, che hanno messo in pratica certi dotti insegnamenti. La comune giustificazione (“erano altri tempi”) vale per i comuni mortali, non per chi aveva ben scolpiti nel proprio bagaglio culturale quegli stessi divini comandamenti che oggi suggeriscono di condannare come “mostruosa” l’eutanasia, una violenza peraltro non imposta a/da nessuno senza l’assenso del diretto interessato. Se per due millenni i cristiani non hanno saputo capire il senso di due semplici parole, “non uccidere”, viene spontaneo chiedersi come possa essere stato tanto impotente lo Spirito Santo, cioè Dio stesso. Se invece gli uomini di Chiesa sono stati tanto inadeguati da non riuscire a capire un concetto così cristallino, nonostante lo sforzo divino profuso nell’indirizzare i cuori e le menti dei suoi fedeli, come possono rimanere “modelli” di santità proprio coloro che hanno dimostrato di interpretare nel Cristo una volontà sanguinaria tanto disumana e abominevole?

C’è un’unica possibile risposta, in mancanza di un’abiura radicale degli ultimi duemila anni di cristianesimo da parte di coloro che si definiscono cristiani: prima della “fede” in Dio, viene la “fede” nella Chiesa. Eroe, cioè “santo”, è colui/colei che crede nella Chiesa nonostante la Chiesa abbia dimostrato di saper essere antiumana, oltre che anticristiana.

Anche grazie al cristianesimo, l’umanità si è evoluta. Ora, grazie all’evoluzione dell’umanità, la Chiesa cattolica si sta umanizzando. Finalmente ha capito che uccidere non è una virtù.

“Il bene comune vale più di quello di un solo individuo. Di conseguenza, questo bene particolare dovrà essere sacrificato per la salvezza del bene comune. Se dunque, la vita di certi delinquenti è contraria al bene comune, cioè all’ordine della società umana, essi potranno essere uccisi. Ecome il medico con le sue cure opera in vista della salute, la quale consiste nel giusto equilibrio dei diversi umori fra loro, così il Principe con la sua azione si sforza di raggiungere la pace, mantenendo l’ordine fra i cittadini. Ora, se l’infezione minaccia tutto il corpo, il medico taglia a buon diritto e utilmente la parte malata; allo stesso modo il Principe, giustamente e senza peccare, mette a morte i delinquenti, nel timore che la pace sociale sia turbata.” (San Tommaso d’Aquino, Summa contra gentiles, libro III, cap. 146)

“Sebbene uccidere un uomo che rispetta la propria dignità sia cosa essenzialmente peccaminosa, uccidere un uomo che pecca può essere un bene, come uccidere una bestia. Infatti un uomo cattivo, come insiste a dire il filosofo, è peggiore e più nocivo di una bestia.” (Somma teologica)

“Il Cavaliere di Cristo uccide in piena coscienza e muore tranquillo: morendo si salva, uccidendo lavora per il Cristo.” (San Bernardo di Chiaravalle)


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permalink | inviato da alternativa liberale il 14/11/2008 alle 3:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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